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Parole di guerra e di pace nella Bibbia

Il 17 gennaio 2026 si celebra la 37° giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei. L’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso ha organizzato una conferenza, la sera precedente, il 16 gennaio alle ore 20,45 presso l’Oratorio don Bosco a Saluzzo, dal titolo “Forgeranno le loro spade e ne faranno aratri (Isaia 2,4): Parole di guerra e di pace nella Bibbia”.
Guiderà la riflessione la dottoressa Maria Teresa Milano, ebraista e scrittrice che con queste parole ci presenta la serata.
“Viviamo un momento difficile, ma non certo unico nella storia, che è costellata dai conflitti fin dai suoi albori. Il racconto biblico riferisce che l’ingresso nel mondo reale degli esseri umani, subito dopo l’uscita dall’Eden inizia con un fratricidio, come a ricordarci che purtroppo la violenza è insita nella nostra natura e che neppure il senso forte di un legame familiare può salvarci.
E’ importante sapere che la nostra esistenza è legata in modo inscindibile alla violenza e averne consapevolezza non significa arrendersi al male, bensì riconoscerlo e decidere dunque di scegliere e costruire il bene. Avere consapevolezza che la storia dell’umanità è caratterizzata anche dalle guerre non significa subire e accettare con rassegnazione ogni guerra, bensì attivarsi per costruire spazi di pace, altrimenti rischiamo di considerare la pace una semplice parola, un ideale, un concetto astratto su cui elaborare teorie più o meno intellettualizzate”.
Continua la dottoressa Milano, sul significato più profondo del termine “pace” e della sua attualizzazione nella vita quotidiana.
“La pace è un impegno, una presa di coscienza, una forte responsabilità. La parola “pace”, in ebraico shalom, deriva da un verbo che significa essere completo, integro. Nel linguaggio biblico, pace non è assenza di guerra, bensì presenza di qualcosa, di un senso di benessere e di compimento, che include anche il senso della giustizia.
Essendo un’attitudine, tocca tutte le nostre relazioni con la famiglia, con le persone che incontriamo e ovviamente su scala più ampia quelle tra i popoli. E’ uno spazio mai del tutto realizzato e forse mai del tutto realizzabile, ma sempre da costruire.
E’ una chiamata ad agire, a riparare il mondo attraverso le proprie azioni e ogni atto di gentilezza, non importa quando piccolo, aiuta a costruire un mondo nuovo.
Il 18 gennaio inizieremo la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani che si concluderà con la Veglia di preghiera ecumenica che celebreremo insieme nella chiesa parrocchiale di Scarnafigi, venerdì 23 gennaio alle ore 20,45″, aggiungono dall’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso.

dal Corriere di Saluzzo del 15/01/2026

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