“Quanto bene c’è nel mondo”, queste sono state le prime parole che il Santo Padre Leone ha rivolto ai partecipanti all’udienza di sabato 10 gennaio a fine mattinata. Il colpo d’occhio della grande sala dedicata a Paolo VI era meraviglioso e coloratissimo, al verde acceso dei volontari si mescolavano i colori delle tante associazioni che hanno offerto aiuto ed assistenza e il vociare delle persone in attesa dava l’idea di provenienze molto diverse.
Questo momento di festa è stato l’occasione per il Papa di ringraziare le tantissime persone che hanno collaborato perchè i pellegrini potessero vivere in modo più agevole, facilitando tantissime situazioni.
In questi giorni ho potuto ripensare tante volte a tutto ciò che la nostra Diocesi ha vissuto quest’anno e in queste poche righe desidero ripercorrere i momenti più salienti.
Abbiamo iniziato con la grande celebrazione di apertura esattamente dodici mesi fa in Cattedrale. E’ stato personalmente impressionante notare come emergesse in modo pacato ma ugualmente molto intenso un desiderio di preghiera e una richiesta di affidamento nelle mani di Dio. L’inizio solenne del Giubileo ha permesso ai nostri cuori di riaprire delle porte che sembravano non solo chiuse ma facilmente anche dimenticate, che chiedevano di essere riscoperte e rimesse in funzione.
La nostra Diocesi, nel corso dei mesi, si è messa in cammino in tanti modi: da un lato la bella stagione ci ha riportati a Valmala e a Crissolo, nei santuari a noi più cari, e lì abbiamo potuto sperimentare che davvero il cuore di Dio non chiude mai e che anzi è sempre disponibile ad offrire ristoro e consolazione.
In contemporanea sono anche iniziati i pellegrinaggi a Roma, con il passaggio delle Porte sante, la confessione e la partecipazione all’Eucaristia. L’Anno Santo ha subito una brusca frenata con la notizia dell’aggravarsi delle condizioni di salute di Papa Francesco e l’annuncio della sua morte ha macchiato di tristezza i nostri cuori. L’elezioni di Papa Leone ha poi impresso nuovo impulso alle celebrazioni e ha generato anche la curiosità nel volerlo conoscere.
Siamo stati presenti a numerosi appuntamenti con tanti gruppi diversi: abbiamo iniziato con i ragazzi delle superiori e poi siamo tornati a più riprese con gli adulti, le famiglie, i ragazzi della cresima e giovani.
Tutte le volte abbiamo potuto fare esperienze molto ricche e tornare a casa rinnovati.
Ringrazio in modo particolare S.E. il Vescovo per la fiducia accordata all’inizio del percorso e l’incoraggiamento in corso d’opera. Ringrazio S.E. Mons. Giordana, che da Roma ha collaborato fattivamente alla soluzione di tanti dubbi e ha facilitato non poco questo servizio. Ringrazio poi gli amici preti, che hanno preso parte ai pellegrinaggi o che comunque hanno presentato e pubblicizzato le proposte. Ringrazio infine le tante persone che in modo più o meno nascosto hanno offerto un aiuto concreto per la buona realizzazione dei pellegrinaggi.
Mi sia permesso un pensiero conclusivo.
Diverse vignette hanno ironizzato sul fatto che la porta santa venga chiusa. E’ molto chiaro che il cuore di Dio resta aperto sempre e che non resta compresso in alcune manifestazioni, al tempo stesso però dobbiamo chiederci due cose: quanto il giubileo è iniziato, dove ci ha trovati il Signore Gesù? Eravamo completamente aperti e disponibili nei suoi confronti e nei confronti dei fratelli? E ora che questa porta si è chiusa, restituendoci al tempo della normalità, gli altri possono notare qualche differenza in noi?
Chiediamo di poter gustare nel tempo i tesori che abbiamo ricevuto in questo tempo eccezionale, ma chiediamo anche di poter vivere a pieno ciò che ci attende da adesso in avanti.
marco tallone
dal Corriere di Saluzzo del 15/01/2026



