Mons. Pietro Bellino (1636-1641)

Nacque a Mathi Canavese (TO) nell'anno 1575. Acquisì una solida cultura teologica e umanistica, esercitando con prudenza e lungimiranza il ministero sacerdotale. Fu vicario generale della diocesi di Ivrea, dove vi insegnò teologia morale e successivamente di Torino; in qualità di vicario generale dell'arcivescovo della città, fu mandato a Pragelato per sedare una ribellione di eretici. Quivi, accordatosi con Enrico ..., arcivescovo di Bordeaux, che seguiva l'esercito di Luigi XIII, ottenne che fosse ristabilito il culto cattolico in tutta la valle.
La sua personalità, unita a valida capacità diplomatica, fu tenuta in grande considerazione dal duca Vittorio Amedeo I di Savoia.
Il papa Urbano VIII, lo nominò vescovo di Saluzzo consacrandolo il 13 marzo 1636. Fece il suo solenne ingresso il 12 maggio dello stesso anno.
Il suo episcopato fu segnato da non pochi problemi e tribolazioni, perciò non gli fu possibile svolgere appieno il programma pastorale, né tanto meno di terminare la visita pastorale indetta.
Con la diplomazia e la prudenza di cui era capace, diede compimento ad alcune questioni propriamente ecclesiastiche, accolte e giudicate favorevolmente. Ridiede vigore al seminario, reperendo nuove entrate.
L'episcopato di mons. Bellino, conobbe gli anni della guerra civile causata dall'instabilità politica. Un pubblico manifesto annunziò il termine della guerra civile in Piemonte e Maria Cristina, con lettera datata luglio 1642, ne diede particolare notizia alla città di Saluzzo: "... che stimiamo molto fra quelle che obbediscono a questa corona". Ebbe in grande considerazione il suo predecessore, il vescovo Ancina e con zelo guidò i saluzzesi al culto eucaristico.
Durante gli anni del suo episcopato, fu costruita all'ingresso di Saluzzo, in Via Cuneo-Lagnasco, la chiesa comunemente denominata: Madonna delle Stelle.
Sul luogo esisteva già un pilone con un affresco raffigurante la Madonna e San Giuseppe .
Mons. Bellino, con generosità, favorì l'arredamento della sacrestia della cattedrale.
Morì il 4 gennaio 1641 e fu sepolto nella cattedrale, presso l'altare maggiore.