Collegiata di Revello


Cenni storici

La Collegiata di Revello venne istituita con bolla Pontificia da Sisto IV nel 1483: la realizzazione della nuova chiesa fu giustificata sia dal crescere dalla popolazione del paese che da motivi di prestigio dettati dal clero e dal Marchese Ludovico Il che ne finanziò in parte la costruzione. Nel complesso l'edificio non ha subito grandi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, tranne l'edificazione nel '700 della sacrestia e l'aggiunta di piccoli locali laterali.

Esterno

L'esterno della chiesa è tutto in mattoni e la facciata a capanna è semplice e lineare. Tre aperture illuminano l'interno ed incorniciano lo splendido portale. Questa pregevole opera scultorea in marmo bianco contrasta notevolmente con il fondale rosso su cui si inserisce ed evidenzia in modo puntuale l'arrivo di nuove maestranze e riferimenti culturali all'interno del Marchesato di Saluzzo a gli inizi del XVI secolo. E formato da due lesene laterali che ospitano quattro nicchie entro cui hanno posto S. Pietro e S. Paolo separati da due medaglioni ovali, ospitanti i busti di profilo di S. Apollonia e S. Lucia, dai successivi S. Stefano e S. Lorenzo che incorniciano una lunetta entro cui alloggiano la Madonna con il Bambino. Questa struttura è sormontata da una cimasa sui cui si trovano tre statue di guerrieri. La porta in legno, formata da venti pannelli con decorazioni a candelabre, è coeva al portale marmoreo e dunque riferibile ai primi anni del '500.

La torre campanaria a pianta quadrata si innalza sei piani sopra l'altezza della navata ed è scandita da un preciso e simmetrico gioco di aperture.

Interno

L'impianto della chiesa è a tre navate con volte a crociera costolonate. La navata centrale si conclude nell'abside poligonale che presenta una copertura a spicchi; l'interno è totalmente decorato da pitture neogotiche realizzate nel 1840 dal Borra. Partendo dalla navata di destra si incontrano l'altare del Gonfalone o di S. Teobaldo [1] che doveva contenere un quadro dedicato alla Madonna e S. Crispino e Teobaldo, già nominato nella visita del vescovo Della Chiesa nel 1644, ora perduto. Nella cappella di S. Croce [2] è ospitato il polittico eseguito da Pascale Oddone nel 1540: la pala centrale rappresenta la Deposizione di Cristo dalla Croce, l'anta di sinistra S. Michele Arcangelo e S. Maurizio, l'anta di destra il committente inginocchiato ed in atteggiamento orante, accompagnato da S. Costanzo e S. Chiaffredo, mentre nel registro superiore si trova l'Annunciazione.

La predella su cui poggia questa parte reca le figure dei dodici apostoli che reggono cartigli in cui è compendiato il Credo. Segue l'altare di S. Lucia [3], ricostruito nel '700 e contenete una tela dedicata alle Anime Purganti. L'altare di S. Lorenzo, poi del Crocefisso [4] è ornato da una mensa in marmo bianco di recente realizzazione e possiede una tela ottocentesca raffigurante l'Adorazione della Croce. L'altare della Purificazione [5] ospita nel retablo una tela rappresentante un santo vescovo e S. Margherita Maria Alacoque in adorazione, opera del Morgari. L'altare dei SS. Pietro e Paolo [6] conserva il polittico di Hans Clemer, pittore fiammingo attivo nel Marchesato tra '400 e '500, realizzato intorno al 1502 e commissionato da Giovanni Andrea e Antonio de Raspandis: troviamo al centro S. Giovanni Battista, negli scomparti laterali S. Pietro e S. Paolo, nel registro superiore, partendo da sinistra, S. Costanzo e S. Chiaffredo, la Sacra Famiglia ed infine i Tre Magi, di cui uno inginocchiato e forse ritratto di uno dei committenti. L'altare maggiore [7] è realizzato nel 1850 ed a lato di esso, nel presbiterio, si conserva un affresco cinquecentesco [8] raffigurante la Madonna con Bambino ed un cavaliere inginocchiato ed orante. L'altare dell'Annunciazione [9] occupa la base del campanile cui segue l'altare di S. Giovanni Battista e Caterina [10], adorno di una tela Ottocentesca avente per soggetto il Transito di Giuseppe.

L'altare di S. Antonio e S. Maddalena [11] ospita un polittico cinquecentesco rappresentante nel registro inferiore S. Antonio, la Madonna con bambino, la Maddalena Mirrofora e in quello superiore S. Maurizio, S. Bernardo e S. Lucia. Nella predella troviamo la Maddalena penitente nel deserto di Saint-Baume. L'altare della Nostra Signora della Consorzia [12] presenta un retablo con tela ottocentesca raffigurante l'apparizione della Vergine che in precedenza doveva contenere la Madonna della Misericordia di Hans Clemer, oggi al Museo Civico di Casa Cavassa a Saluzzo.

Segue l'altare della SS. Trinità [13] che ospita un polittico di Pascale Oddone del 1541 in pendant con quello della cappella della Croce. Troviamo raffigurati nella pala centrale i 24 vegliardi dell'Apocalisse ed il tetramorfo, nella parte superiore Luigi IX re di Francia, l'Ascensione del Signore e S. Antonio Abate, mentre la predella presenta Il Purgatorio e la liberazione delle anime da parte degli angeli tra S. Margherita d'Antiochia e S. Apollonia. Da notare sono ancora il pulpito della metà del Seicento ed il fonte battesimale del 1495.