GIORNATA DEL SEMINARIO 2018

La giornata per il Seminario, ci ricorda la preghiera per le vocazioni sacerdotali.
La comunità, si dice, anzi la Chiesa cambia volto; va crescendo un po’ ovunque la corresponsabilità dei laici, dunque … Tutto vero per quanto attiene all’ora dei laici. Lo stesso Concilio aveva auspicato il risveglio del protagonismo laicale nella comunità cristiana. La storia della Chiesa si qualifica anche in rapporto ai doni che lo Spirito sa risvegliare e suscitare nel popolo di Dio. Ma le vocazioni laicali non sostituiscono il ministero del prete, voluto esplicitamente da Gesù, il “progettista” della sua Chiesa.

Il servizio dei sacerdoti è assolutamente necessario perché ci sia l’Eucaristia, che è la sorgente, perché ci sia la comunità.
Certo, la Chiesa va cambiando volto; sta tramontando la chiesa clericale, in cui la presenza del sacerdote era garantita per ogni campanile e sta crescendo una comunità più armonica, compaginata dalle diverse vocazioni, nella consapevolezza che ciascuno ha il suo dono da mettere a servizio della comunità; la vita di ciascuno, alla luce del mistero di Dio, va riconosciuta come vocazione. La vita è una chiamata che Dio affida al grembo di una famiglia e di una comunità.
Per questo chiedo a tutti la preghiera: intensa, ostinata. Così si obbedisce alla strategia pastorale, di Gesù il quale di fronte alla folla provò compassione e disse:” Pregate dunque il padrone della messe, che mandi operai nella sua messe!” (Mt 9,38).

+ Cristiano, vostro Vescovo

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DESIDERIAMO FARCI VICINI A VOI
Lettera dei seminaristi e dei formatori

La Comunità del Seminario Interdiocesano, attraverso una lettera, desidera farsi vicina a ciascuno di noi per invitarci a vivere con i seminaristi la Giornata del Seminario. Tre sono i punti della lettera: una richiesta di preghiera, la decisione dei Vescovi circa il Seminario e la spiegazione del tema della giornata di quest’anno.
La preghiera
“In questa giornata preghiamo per tutti coloro che si stanno preparando a diventare Ministri Ordinati e anche per tutti coloro che il Signore sta chiamando a seguirlo per questa via, affinché riescano a trovare la forza per rispondergli di sì.
Vi chiediamo, pertanto, di pregare e di essere sensibili nei confronti delle vocazioni al ministero ordinato, perché in questione non vi è il futuro del Seminario, bensì il futuro delle nostre comunità cristiane chiamate sempre più a unirsi tra loro nel cammino pastorale, nella celebrazione dei sacramenti e nella promozione dei ministeri laicali.
Le nostre Comunità cristiane, per non morire, hanno bisogno di persone che seguano il Signore nella via del Matrimonio, nella via del Sacerdozio Ordinato e nella via della vita Consacrata; preghiamo dunque il Signore Gesù perché ci doni fede, almeno quanto un granellino di senape, condizione indispensabile per seguirlo senza timori, con cuore aperto e fiducioso”.
La decisione dei Vescovi
“Anche se noi seminaristi, dalla prima alla sesta teologia, siamo rimasti in sette, i nostri quattro Vescovi della provincia di Cuneo, hanno deciso di continuare a tenere aperto il nostro Seminario, chiedendo però alle cinque diocesi, ai preti, alle comunità parrocchiali e religiose, alle famiglie, ai giovani, ai movimenti e ad ogni singolo cristiano di sentire il Seminario come una realtà vicina, che ci riguarda personalmente e direttamente. Pochi seminaristi oggi, infatti, significa pochissimi preti domani”.
Il tema della Giornata del Seminario
“Quest’anno abbiamo scelto la frase “Fratelli in mezzo ai fratelli”. E’una frase tratta dal documento del Concilio Vaticano II che riguarda la vita dei preti: «I presbiteri sono stati presi fra gli uomini e costituiti in favore degli uomini stessi nelle cose che si riferiscono a Dio, per offrire doni e sacrifici in remissione dei peccati vivono quindi in mezzo agli altri uomini come fratelli in mezzo ai fratelli. Così infatti si comportò Gesù nostro Signore, Figlio di Dio, uomo inviato dal Padre agli uomini, il quale dimorò presso di noi e volle in ogni cosa essere uguale ai suoi fratelli, eccettuato il peccato.»

La Comunità del Seminario Interdiocesano
Diocesi di Cuneo: Alessio Donna (6 teologia) e Mattia Dutto (6 teologia)
Diocesi di Alba: Corrado Bolla (5 teologia) e Maurizio Penna (5 teologia)
Diocesi di Fossano: Arbe Jera (3 teologia)
Diocesi di Saluzzo: Andrea Gastaldi (2 teologia)
Diocesi di Mondovì: Cristiano Bellino (2 teologia)
Don Edoardo Olivero, Rettore e Don Michelangelo Camosso, Padre spirituale.


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FRATELLI TRA I FRATELLI
Tre testi, diversi tra loro, il primo di Karl Rahner, un teologo, l’altro di Papa Francesco e l’ultimo di un mistico Charles de Foucauld, ci aiutano a capire la frase del Concilio Vaticano II scelta come tema e titolo della Giornata del Seminario 2018: “Fratelli in mezzo ai fratelli”. In questa giornata di preghiere per i nostri 7 seminaristi e per i giovani che stanno facendo un cammino di discernimento vocazionale nelle diverse diocesi chiediamo al Signore che tutti loro, aiutati dalla testimonianza di tutti i sacerdoti, possano essere segni della misericordia che Dio ha per ciascuno, sappiano condividere con il cuore la vita, le gioie e le attese della gente con gli stessi atteggiamenti di vicinanza vissuti da Gesù che siamo chiamati ad imitare.

KARL RAHNER, in una meditazione che fece in occasione della prima messa di un sacerdote, iniziò con questa domanda: Che cos'è un sacerdote?
“Egli è un uomo. Quando Paolo, nella lettera agli Ebrei, parla del prete, la prima cosa che dice è che il prete è scelto fra gli uomini. A tal punto che perfino Gesù Cristo, nato da donna, pellegrino sulle strade della Palestina, cioè in questo mondo, volle essere il figlio dell'uomo, un uomo, trovato in tutto simile a noi. Il prete è un uomo. Non è fatto, dunque, di un legno diverso da quello di cui tutti siete fatti: è vostro fratello. Egli continua a condividere la sorte dell'uomo anche dopo l’ordinazione. Da quel momento, anzi, si è posata su di lui la sorte dei deboli, la sorte di quelli che sono stanchi, scoraggiati, inadeguati, peccatori. Gli uomini, però, ce l'hanno a male, se uno si presenta nel nome di Dio, pur essendo soltanto un uomo: vogliono messaggeri più splendidi, araldi più convincenti, cuori più ardenti. Accoglierebbero volentieri dei vittoriosi, di quegli uomini che hanno sempre una risposta a tutto e un rimedio per tutto. Terribile illusione! Quelli che vengono sono deboli, in timore e tremore, uomini che devono anch'essi continuamente pregare: Signore, io credo, aiuta la mia incredulità! che devono anch'essi continuamente battersi il petto: Signore, abbi pietà di me, povero peccatore! Sono uomini quelli che vengono. Vengono e dicono, con la loro povera umanità: vedete, Dio ha misericordia di uomini come noi. Il sacerdote è un uomo, affinché voi crediate che la grazia di Dio può essere concessa all'uomo, al pover'uomo, così com'è”.

PAPA FRANCESCO, durante un incontro di sacerdoti, li ha invitati ad “essere fratelli tra i fratelli” attraverso due atteggiamenti: la condivisione e la vicinanza.
“Innanzitutto è necessario condividere con il cuore. La vita presbiterale non è un ufficio burocratico né un insieme di pratiche religiose o liturgiche da sbrigare. Essere preti è giocarsi la vita per il Signore e per i fratelli, portando nella propria carne le gioie e le angosce del Popolo, spendendo tempo e ascolto per sanare le ferite degli altri, e offrendo a tutti la tenerezza del Padre”. Ha poi aggiunto: “Non si può essere sacerdoti vivendo con distacco dalla gente. Ci vuole vicinanza al popolo. E’ stato Gesù colui che ci ha dato l’esempio più grande di vicinanza. Con la sua nascita da Maria a Betlemme si è fatto così vicino fino a prendere la nostra carne. Ecco la vicinanza! Un sacerdote che si distacca dal popolo non è capace di dare il messaggio di Gesù. Non è capace di dare le carezze di Gesù alla gente; non è capace di tenere aperta la porta della Misericordia. Perché possiamo essere “pescatori di uomini” solo se noi per primi riconosciamo di essere stati “pescati” dalla tenerezza del Signore. La nostra vocazione è iniziata quando, abbandonata la terra del nostro individualismo e dei nostri progetti personali, ci siamo incamminati per il “santo viaggio” con i fratelli, consegnandoci a quell'Amore che ci ha cercati nella notte e a quella Voce che ha fatto vibrare il nostro cuore. Così, come i pescatori di Galilea, abbiamo lasciato le nostre reti per afferrare quelle che ci ha consegnato il Maestro. Se non rimaniamo strettamente legati a Lui, se non testimoniamo la vicinanza con il Signore non saremo capaci di condivisione e di vicinanza con la gente e la nostra pesca non potrà avere successo".

CHARLES DE FOUCAULD sottolinea il ruolo fondamentale dell’umanità di Gesù e la necessità di imitare la vita di Gesù a Nazareth per entrare in dialogo, silenzioso e umile, con tutti gli uomini del mondo, per prendersi cura delle loro povertà, delle loro attese più segrete e per immergersi nel modo più pieno e profondo nel cuore della condizione umana, senza freni e senza filtri.
“L’imitazione è inseparabile dall’amore: chiunque ama vuole imitare. È il segreto della mia vita: io ho perso la testa e il cuore per quel Gesù di Nazareth crocifisso 1900 anni fa e spendo la mia vita nel cercare di imitarlo, per quanto la mia debolezza me lo permetta”.
“Essere con Gesù significa fare quello che Gesù vuole da me. Il mezzo migliore per imitarlo è di prendere l’abitudine di chiedersi, in ogni cosa, ciò che Gesù penserebbe, direbbe o farebbe al posto vostro, e di pensare, dire, fare ciò che egli farebbe. È per questo che egli è venuto fra noi, affinché noi avessimo un mezzo facile, a portata di tutti, di praticare la perfezione”.
“Dio è venuto a noi, si è unito a noi, ha vissuto con noi nel più familiare e stretto contatto, lui il Dio che si è fatto uomo e l’ultimo degli uomini”.

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Le proposte del Seminario

Cammini di ricerca e incontri vocazionali
Ti stai chiedendo come costruire la tua vita?
Hai incontrato preti che con la loro scelta e il loro stile di vita ti hanno fanno riflettere e pensi che potresti anche tu spendere la vita così? Ogni tanto ti sfiora la domanda: "Non potrebbe il Signore chiamare anche me a questa scelta di vita?" Vuoi conoscere da vicino i giovani che si stanno incamminando verso questa scelta?  Vieni a trovarci!

Per tutti i gruppi giovani e giovanissimi delle parrocchie
Siete invitati da noi in Seminario per venirci a conoscere sul posto. Ci piacerebbe però, come dice papa Francesco, “uscire” anche dal Seminario e venirvi ad incontrare una sera! Fare gruppo con voi!

E se avessi più di 20 anni
C'è sempre tempo per un cammino di discernimento e le porte del Seminario sono sempre aperte per dare a tutti la possibilità di conoscere meglio questa realtà, chi la abita e per condividere con loro un momento di preghiera e il pasto insieme. Contattaci per un incontro personale o semplicemente per informazioni...

MI FIDO DI TE  -  Cammino di discernimento vocazionale
Per te che sei in ricerca e vuoi metterti in ascolto; per te che stai pensando alla tua vitae alle scelte decisive; per te che vorresti giocarti e deciderti e non sai da dove partire!
Fossano - Seminario Interdiocesano
Nei giovedì: 15 febbraio - 22 marzo - 26 aprile  -  ore 19:30/22 – 7-12 maggio Settimana comunitaria

Se la cosa ti incuriosisce e interessa puoi rivolgerti al rettore, don Edoardo (rettore) - 0172 633670
oppure a don Gion (Saluzzo) - 3458867100


SETTIMANA DI ANIMAZIONE VOCAZIONALE A REVELLO
8 A 14 DI GENNAIO
In preparazione alla Giornata del Seminario che vivremo domenica 14 gennaio in tutte le parrocchie della diocesi, il Centro Diocesano Vocazioni, si invito dei sacerdoti della parrocchia, proporrà, dall’ 8 al 14 gennaio, una settimana di animazione vocazionale nelle comunità di Revello. Il programma prevede: incontri per i giovani, animazione con i bambini e i ragazzi del catechismo, riflessioni e testimonianze vocazionali nelle celebrazioni eucaristiche feriali e festive. L’Adorazione Vocazionale mensile non verrà fatta a Saluzzo  ma sarà nella parrocchia di Revello giovedì 11 gennaio alle ore 21.

Pagina a cura del Centro Diocesano Vocazioni